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Torna a Firenze il Codice Leicester, in mostra agli Uffizi fino al 20 gennaio 2019

Ritorna dopo 36 anni in mostra a Firenze il Codice Leicester di Leonardo, di proprietà di Bill Gates, l’unico dei codici leonardeschi ad appartenere ad un privato,  che inaugura nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi, le celebrazioni 2019 per i 500 anni dalla morte dell’artista.

36 fogli fittissimi di appunti, numeri, schizzi e disegni straordinari stesi su 72 pagine per illustrare a tutti, grazie a tecnologie sofisticatissime come il Codescope (che permette di sfogliare i fogli su schermi digitali accedendo alla trascrizione e traduzione dei testi), l’immaginifico e inarrivabile universo leonardesco.La mostra, intitolata L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci, si avvale di un allestimento altamente scenografico, come documenta all’ingresso la proiezione sul pavimento del cadere di gocce d’acqua e dello scorrere ‘sonoro’ e visivo delle fresche acque dei ruscelli, nelle quali, come per incanto, il visitatore viene repentinamente coinvolto ed attirato.

L’evento è frutto di oltre due anni di ricerche e studi capitanati da Paolo Galluzzi, direttore del Museo Galileo.  “Il prezioso manoscritto – afferma Galluzzi –  documenta l’ossessione conoscitiva di Leonardo per l’elemento acqua, per i suoi movimenti vorticosi, per la forza plasmatrice e la potenza distruttrice che la caratterizzano. La mostra invita a compiere un viaggio in un tempo di visioni ardimentose, di progetti avveniristici, di manifestazioni del pensiero di inarrivabile genialità”.

“Non si tratta solo di rendere omaggio a ciò che è stato realizzato in passato, questo concentrato di genialità deve essere uno stimolo per le attività di oggi e ancor di più per tutte le imprese”, il commento di Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze.

Il codice, che raccoglie la complessità degli studi leonardeschi sull’acqua (denominata “vetturale  della natura“, motore dell’evoluzione del pianeta), venne redatto da Leonardo a Firenze fra il 1504 e il 1508, in anni che convogliarono in riva d’Arno le personalità più illuminate nel campo delle lettere, delle arti e della scienza e che videro il genio da Vinci impegnato su più fronti: dagli studi anatomici effettuati nelle sale dello Spedale di S.Maria Nuova, alle sperimentazioni sul volo, alle soluzioni avveniristiche per rendere l’Arno navigabile, fino all’impresa infinita e mai portata a termine della pittura murale raffigurante la Battaglia di Anghiari per il Salone de’Cinquecento in Palazzo Vecchio, dove si trovò a gareggiare con il grande Michelangelo impegnato, nella parete opposta, a rappresentare la Battaglia di Cascina.

(Fiamma Domestici)