Exemple

Elogio del dettaglio. Omaggio a Bino Bini a Palazzo Bastogi

C’è tempo fino al 22 novembre prossimo per visitare a Palazzo Bastogi la bella mostra Omaggio a Bino Bini che chiude e sigilla le attività culturali 2018 del Consiglio Regionale della Toscana.

Personalità eclettica e poliedrica, “scultore moderno con un cuore meravigliosamente antico” nel ricordo di Antonio Paolucci, Bino Bini fu anche pittore, incisore, medaglista e orafo. Un artista a tutto tondo, capace di esprimersi abilmente con tecniche e materiali diversi declinati in vari formati, dall’arte del cesello alla scultura monumentale in marmo e bronzo, sulla scìa  dei grandi protagonisti del Rinascimento. Come Brunelleschi che nel 1401 sfidò in concorso Lorenzo Ghiberti per la formella con il Sacrificio di Isacco per la Porta Nord del Battistero prima di progettare la maestosa cupola di Santa Maria del Fiore, la più grande mai concepita che svetta con i suoi 117 metri di altezza e 45 metri di diametro sullo skyline della città. E con il grande architetto fiorentino – così come con altre figure dell’arte del passato, da Bramante a Benvenuto Cellini, Raffaello e Michelangelo – Bino Bini avviò un colloquio intimo realizzando nel 1977 la moneta commemorativa del quarto centenario della nascita dell’artista.

Figura di rilievo nel panorama delle arti figurative del Novecento, rivestì importanti incarichi, fra i quali quello di incisore per la Zecca di Stato della Repubblica di San Marino. Istituì a Firenze una  Scuola Internazionale dell’Arte dei Metalli in via Metastasio 15, dove si sono formate intere generazioni di orafi e medaglisti. Anche la prestigiosa azienda giapponese Mikimoto gli chiese di realizzare un gioiello con profusione di perle; cinque sue creazioni sono custodite presso la Galleria omonima nell’elegante quartiere di Ginza a Tokyo.

In mostra una campionatura dell’intera sua attività artistica raccolta con passione dall’adorata figlia Anna Bini Rizzo anch’essa esperta di arte orafa e docente: disegni, medaglie, gioielli raffinatissimi, sculture in terracotta e bronzo, (come i ritratti bronzei dei tre nipoti Silvia, Chiara e Stefano), importanti oggetti liturgici. Non potevano mancare i suoi animali tanto amati, raffigurati uno ad uno con straordinaria sensibilità in tutte le loro peculiarità fisiche ed espressive: il gallo, la lepre ferita, il corvo, la volpe, il gatto, il cucciolo di cane fino al grande bronzo realizzato nel 1977 che raffigura un tema alquanto insolito ed originale: la Lotta di vespe, dove anche il sottile e quasi impercettibile battito d’ali e l’avvinghiarsi nella zuffa di quei due piccoli corpicini acquista, sotto le mani ‘d’oro’ di Bino Bini, una inaspettata e seducente solennità e dimensione epica.

Orario di apertura: da lunedì a venerdì 10.00 – 12.00 e 15.00 – 19.00

(Fiamma Domestici)