Exemple

Il mondo immaginifico di Natalia Goncharova, a Palazzo Strozzi fino al 12 gennaio 2020

 “Dove fiorisce l’acacia bianca, le case sono gialle, rosa, blu, rosse, e vengono ridipinte ogni anno. Tra gli alberi, vicino alle case, il cielo è blu, blu. Si può trovare Tahiti anche in Russia”. Sono parole di Natalia Goncharova, tra i principali protagonisti dell’avanguardia russa, alla quale Firenze e Palazzo Strozzi dedica una grande retrospettiva intitolata Natalia Goncharova. Una donna e le avanguardie tra Gauguin, Matisse e Picasso in corso fino al 12 gennaio 2020 nelle sale espositive del primo piano del palazzo, per l’occasione rivestite con raffinate carte da parati (ispirate alle illustrazioni di libri dell’artista) e con pennellate di colori accessi sulle pareti, assecondando la predilezione per le tinte forti e sapide della sua pittura.Un’occasione davvero unica per entrare in contatto con un’artista controcorrente, pittrice ma anche costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista, attrice cinematografica, ballerina performing artist ante litteram, vissuta tra la campagna russa, Mosca e Parigi, dove entrerà in contatto con il primitivismo di Gauguin, il cromatismo di Matisse, la forza costruttrice di Picasso, il dinamismo di Balla e Boccioni senza tuttavia mai rinnegare le radici della campagna russa.

A lei, prima donna ad aver esposto dipinti di nudi in Russia, ad essere accusata di blasfemia, a dipingersi il volto e il corpo per una performance girando nei luoghi più eleganti di Mosca, ad essere definita nel 1913 “leader dei futuristi”, è dedicata questa straordinaria retrospettiva (pensata come un racconto immaginifico sospeso fra Oriente e Occidente) che all’inizio del 2020 si sposterà ad Helsinki.

La mostra, a cura di Ludovica Sebregondi, Fondazione Palazzo Strozzi, Matthew Gale, Head of Displays  e Natalia Sidlina, Curator, International Art, Tate Modern, esalta la poliedricità espressiva ed il lirismo di Natalia sospesa fra passione e compostezza. In mostra 130 opere in prestito da importanti collezioni e istituti internazionali come la Galleria Tretyakov di Mosca e il Museo Statale Russo di San Pietroburgo e dalle collezioni della Tate, della National Gallery e del Victoria & Albert Museum  di Londra. Fra queste anche il monumentale polittico degli Evangelisti (1911) che nel 1914 a San Pietroburgo sconvolse il pubblico e venne ritirato dalle autorità.

(Fiamma Domestici)