Exemple

La riscoperta del Verrocchio, maestro di Leonardo, a Palazzo Strozzi fino al 14 luglio 2019

Dopo la mostra dedicata a Marina Abramovich, Palazzo Strozzi celebra Andrea di Francesco Cioni detto il Verrocchio. Un tributo dovuto ad un grande artista, maestro di Leonardo e icona della Firenze laurenziana, un evento culturale di assoluto rilievo nel panorama delle celebrazioni leonardiane a 500 anni dalla morte del genio da Vinci, avvenuta ad Amboise poco dopo essere stato insignito del titolo di “primo pittore, architetto e ingegnere” da parte di Francesco I, re di Francia.  La mostra, la prima grande retrospettiva sull’artista – ultimo discepolo di Donatello, figura eclettica e versatile, sperimentatore di tecniche e materiali diversi, dal disegno alla scultura in marmo, dalla pittura alla fusione in bronzo e a capo di una bottega – scuola nella quale si sono formate intere generazioni di maestri – curata da Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e Musei del Bargello con la collaborazione della National Gallery of Art di Washington.

Due sedi  prestigiose – Palazzo Strozzi e il Bargello –mettono in scena per la prima volta oltre 120 opere fra dipinti, sculture e disegni con prestiti da oltre 70 fra i più importanti musei e collezioni private del mondo in un dialogo serrato ed avvincente fra la straordinaria parabola artistica di Andrea Verrocchio, e le opere di precursori, artisti coevi e allievi come Desiderio da Settignano, Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di  Credi e Leonardo da Vinci. In mostra anche sette opere di Leonardo, alcune delle quali per la prima volta esposte in Italia.

Emblematico nella prima sala il confronto fra la celebre Dama dal mazzolino in marmo del Bargello – paradigma dell’ideale di bellezza femminile rinascimentale fatto di grazia aristocratica e sobria eleganza, tangibile nella resa delle mani affusolate in primo piano che, con un movimento impercettibile,  si sfiorano nell’atto di sorreggere il bouquet di teneri fiorellini di campo che tiene sul petto  – e lo Studio di Braccia e mani femminili di Leonardo generosamente in prestito da Sua maestà la Regina Elisabetta II.

Fra le opere in mostra a Palazzo Strozzi,  il David bronzeo del Bargello e il Putto con delfino di Palazzo Vecchio, mentre nelle sale ovattate al piano terreno del Bargello protagonista è lo straordinario gruppo bronzo con l’Incredulità di San Tommaso di Orsanmichele. Qui il Verrocchio dà prova di una rivoluzionaria interpretazione della scena sacra con il giovane apostolo che nella sua rotazione oltrepassa lo spazio angusto e ristretto della nicchia della chiesa fiorentina creando una nuova spazialità. nella quale entra in gioco per la prima volta lo spettatore.

A chiusura del percorso espositivo è esposta a Palazzo Strozzi una Madonna col Bambino in terracotta in prestito dal Victoria & Albert Museum per la prima volta ricondotta nell’attività del giovane Leonardo, per indubbie affinità stilistiche con opere del maestro quali l’Annunciazione degli Uffizi e della Vergine delle rocce e la sant’Anna del Louvre. Non ultimo, quel sorriso sfuggente ed enigmatico che costituisce una ‘cifra’ della ritrattistica leonardesca. A supporto dell’attribuzione anche il ricordo del Vasari: “nella sua giovanezza di terra alcune teste di femine che ridono (…) e parimente teste di putti che parevano usciti di mano d’un maestro”.

(Fiamma Domestici)