“L’opera di un’internato”. La lirica potente ed espressiva di Sauro Cavallini in mostra a Palazzo Strozzi Sacrati fino al 28 febbraio

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Due relatori si esibiscono durante un evento pubblico all'aperto, davanti a uno sfondo blu con stelle gialle, simbolo dell'Unione Europea. A sinistra, una donna con capelli biondi raccolti parla da un podio, mentre a destra un uomo in giacca e cravatta si prepara a parlare, entrambi con figure stilizzate di qualche opera d'arte sullo sfondo.

Firenze, 26 gennaio 2023. “Mi sono alzato e ho scolpito l’amore”. E’stata questa ‘molla’, questo sentimento profondo e radicato di amore per la vita in tutte le sue forme e di denuncia contro ogni forma di sopruso e di violenza che ha contrassegnato l’intensa e appassionata attività artistica di Sauro Cavallini, uno dei più grandi interpreti dell’arte italiana del secondo Novecento, al quale è dedicata la mostra “Sauro Cavallini. L’opera di un internato”, che si inaugura stamani alle ore 12,00 presso il Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati (piazza Duomo 10), sede della presidenza della Giunta Regionale Toscana.,

Ideata dal Centro Studi Cavallini e curata dal direttore Maria Anna Di Pede, la mostra che mette in scena 16 opere in ferro e ottone prodotte fra il 1961 e il 1963, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Fossoli, il Museo della Deportazione di Prato, con il contributo della Regione Toscana e di Unicoop Firenze e si inserisce nel ciclo di eventi commemorativi della Giornata della Memoria 2023 venerdì 27 gennaio.

Nel 1943 all’età di 16 anni il giovane Cavallini conobbe l’orrore e l’incubo della prigionia nel campo di internamento a Gradaro nel mantovano, dove visse per circa un anno. Le atrocità e i crimini di guerra segnarono profondamente la sua personalità prendendo poi forma in creazioni personalissime come le figure scarnificate e spettrali dei prigionieri in mostra, lacerate dalle sofferenze e dalle torture della guerra, opere realizzate con la tecnica della ‘goccia su goccia’ fondendo scarti metallici con l’utilizzo della fiamma ossidrica.

La terribile esperienza vissuta in gioventù segnò fortemente tutta l’attività artistica di Cavallini che volle poi affidare alle sue opere (custodite in luoghi iconici in Italia e in Europa) un messaggio universale di pace, fratellanza e di amore.

Le sculture sono esposte per la prima volta integralmente al pubblico anche se alcune di queste furono presentate nel luglio del 2021 nell’ex campo di concentramento di Fossoli nel comune di Carpi, in occasione del 77simo anniversario dell’eccidio nazista di Cibeno, al quale partecipò l’allora presidente del Parlamento Europeo David Sassoli insieme alla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.

La mostra è aperta fino al 28 febbraio a ingresso libero (lunedì/venerdì 10-12,30 – 14-16.30 – sabato 10-12.30)

(Fiamma Domestici)