L’economia della luce: a Firenze la ricerca scientifica diventa motore di innovazione e sviluppo

Firenze, 23 settembre 2026. Si è svolto al Palazzo degli Affari “L’economia della luce”, il talk promosso e curato da Firenze Fiera in collaborazione con Il Sole 24 Ore, l’Università degli Studi di Firenze, CNR-INO, INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica) e LENS (European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy), nell’ambito di Bright-Night – La Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.

Un appuntamento che ha posto al centro il rapporto tra ricerca scientifica e sviluppo economico, raccontando come lo studio della luce rappresenti oggi un motore di conoscenza e innovazione e, al tempo stesso, un fattore concreto di crescita per il territorio.

Il confronto, moderato da Filomena Greco, giornalista de Il Sole 24 Ore, è stato aperto dai saluti istituzionali del Presidente di Firenze Fiera Lorenzo Becattini.

Prima di tutto, desidero formulare i miei migliori auguri per la nuova edizione di Bright-Night, che fino a venerdì animerà la città – ha dichiarato Becattini –. È un percorso che affonda le proprie radici nella storia scientifica del territorio e nelle esperienze che hanno contribuito a rendere Firenze conosciuta e riconosciuta nel mondo. Il rischio, infatti, è quello di identificare la città esclusivamente con la moda e l’artigianato, trascurando una tradizione altrettanto importante nel campo della scienza, della ricerca e dell’innovazione. Per Firenze Fiera è motivo di orgoglio far parte di questo network e contribuire a rafforzare il legame tra divulgazione scientifica, ricerca e territorio. In questa prospettiva, guardiamo già al 2027, con l’ambizione di dare vita alla Fortezza da Basso a un nuovo Festival della Scienza”.

Sulla necessità di rafforzare il dialogo tra ricerca e società è intervenuto Marco Pierini, Prorettore dell’Università degli Studi di Firenze che ha sottolineato come sia fondamentale continuare a interrogarsi sulle possibilità che la ricerca può aprire, sulle conoscenze che può generare e sulle applicazioni che queste potranno avere nel futuro. Perché è anche dalla ricerca di oggi che nascono le innovazioni di domani.

A seguire, il confronto ha dato spazio alle diverse applicazioni della ricerca sulla luce, evidenziando la varietà degli ambiti nei quali le tecnologie ottiche e fotoniche stanno aprendo nuove prospettive. Dall’energia e dal fotovoltaico alla salute e all’imaging diagnostico, dalla microscopia avanzata all’analisi, tutela e conservazione delle opere d’arte, fino alle frontiere del quantum computing, gli interventi hanno restituito un quadro della trasversalità della ricerca sulla luce e della sua capacità di generare applicazioni e innovazione in settori profondamente diversi.

A portare il proprio contributo sono stati Francesca Di Turo (Università degli Studi di Firenze), con il progetto europeo ERC Starting Grant Shades, dedicato alla fluorescenza per lo studio e la conservazione delle opere d’arte; Carlo Sias (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica e Laboratorio Europeo di Spettroscopia Nonlineare), con il progetto EIC Transition Aqlas – Advanced Laser for Quantum Technologies, dedicato allo sviluppo di nuove soluzioni laser per le tecnologie quantistiche; Alessandro Zavatta (CNR – Istituto Nazionale di Ottica e QTI S.r.l.), con le applicazioni della ricerca nel campo della crittografia quantistica; Cinzia Talamonti (INFN/Università degli Studi di Firenze), che ha affrontato l’impiego dell’intelligenza artificiale nella diagnostica e nella gestione sicura dei dati clinici; e Simone Esposito (INAF-OAA), che ha mostrato come la ricerca astrofisica possa contribuire allo sviluppo di tecnologie ottiche avanzate per i telescopi. Cinque prospettive diverse che hanno raccontato la trasversalità delle tecnologie legate alla luce e il loro potenziale di trasferimento dalla ricerca a concrete applicazioni.

A chiudere l’incontro è stato l’intervento di Massimo Temporelli, fisico e divulgatore scientifico, che ha sottolineato l’importanza dell’integrazione fra ricerca scientifica, cultura e economia nonché il ruolo della divulgazione nel rendere questi temi accessibili a un pubblico sempre più ampio.